Impianti nasali: una soluzione innovativa per le gravi atrofie del mascellare superiore

La grave perdita di osso del mascellare superiore rappresenta una delle sfide più complesse dell’implantologia moderna.

Negli ultimi anni, accanto agli impianti zigomatici, si è sviluppata una tecnica innovativa: gli impianti nasali (o transnasali), progettati per sfruttare l’osso presente nella parete laterale della cavità nasale nei pazienti con importante atrofia del settore anteriore del mascellare.

In pazienti accuratamente selezionati, questa tecnica può consentire una riabilitazione implantare stabile con un approccio chirurgico meno esteso rispetto a quello richiesto dagli impianti zigomatici.


Cosa sono gli impianti nasali?

Gli impianti nasali sono impianti di lunghezza maggiore rispetto a quelli convenzionali, inseriti attraverso il mascellare atrofico fino a raggiungere l’osso compatto della parete laterale del naso.

L’obiettivo è ottenere una stabilità primaria anche quando l’osso del mascellare anteriore è gravemente riassorbito.


Quando possono essere indicati?

Gli impianti nasali possono rappresentare una soluzione in presenza di:

  • grave atrofia del settore anteriore del mascellare superiore;
  • insufficiente volume osseo per impianti tradizionali;
  • casi nei quali si desidera evitare estese ricostruzioni ossee, quando clinicamente appropriato;
  • pazienti selezionati dopo accurata pianificazione tridimensionale.

La scelta dipende sempre dall’anatomia individuale del paziente.


📊 Schema – Quando possono essere utilizzati

Grave atrofia del mascellare

↓

TAC Cone Beam 3D

↓

Valutazione anatomica

↓

Osso anteriore insufficiente

↓

Valutazione degli impianti nasali

↓

Riabilitazione implantare

Quali vantaggi possono offrire?

Nei pazienti correttamente selezionati gli impianti nasali possono offrire diversi vantaggi.

Tra questi:

  • utilizzo dell’osso residuo senza ricorrere sempre a estese rigenerazioni;
  • possibilità di evitare, in alcuni casi, procedure chirurgiche più complesse;
  • maggiore stabilità primaria grazie all’ancoraggio nell’osso corticale;
  • possibilità di ridurre l’estensione della chirurgia rispetto a tecniche più invasive, quando l’anatomia lo consente;
  • integrazione con altre tecniche implantari personalizzate.

È importante sottolineare che questi vantaggi dipendono dalla corretta selezione del caso.


Impianti nasali o zigomatici?

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Questa è una delle domande più frequenti.

La risposta è che non esiste una tecnica migliore in assoluto.

Ogni paziente presenta caratteristiche anatomiche differenti.

In alcuni casi gli impianti nasali rappresentano una valida alternativa perché permettono di ottenere un ancoraggio stabile con una chirurgia meno estesa.

In altri pazienti, invece, gli impianti zigomatici rimangono la soluzione più appropriata.

La decisione viene presa esclusivamente dopo uno studio tridimensionale mediante TAC Cone Beam.


La pianificazione digitale è fondamentale

Ogni intervento viene pianificato mediante:

  • TAC Cone Beam 3D;
  • ricostruzione tridimensionale;
  • valutazione della cavità nasale;
  • studio dell’osso residuo;
  • pianificazione protesica.

Una corretta pianificazione consente di scegliere la tecnica più sicura e prevedibile.


L’importanza dell’esperienza chirurgica

Gli impianti nasali rappresentano una procedura avanzata che richiede:

  • approfondita conoscenza dell’anatomia del distretto oro-maxillo-facciale;
  • esperienza nella chirurgia delle gravi atrofie del mascellare;
  • pianificazione tridimensionale accurata;
  • capacità di gestire eventuali varianti anatomiche.

Per questo motivo queste procedure vengono generalmente eseguite da professionisti con formazione specialistica in Chirurgia Orale o Chirurgia Maxillo-Facciale, affiancata da un percorso di aggiornamento specifico sull’implantologia avanzata.


La nostra esperienza

Presso Mediadent Sarzana, ogni paziente con grave atrofia del mascellare superiore viene studiato mediante TAC Cone Beam 3D e pianificazione digitale.

Gli interventi sono eseguiti dal Dott. Massimiliano Ricci, Specialista in Chirurgia Orale, che ha seguito un percorso di formazione dedicato all’implantologia avanzata, comprendente corsi teorico-pratici sugli impianti zigomatici e nasali.

L’obiettivo è individuare, per ogni paziente, la soluzione meno invasiva e più prevedibile dal punto di vista clinico, evitando procedure più estese quando l’anatomia consente alternative efficaci.


📊 Schema – La scelta della tecnica

TAC Cone Beam 3D

↓

Studio dell'anatomia

↓

Valutazione dell'atrofia

↓

Impianti tradizionali
oppure
Rigenerazione ossea
oppure
Impianti nasali
oppure
Impianti zigomatici

↓

Piano di trattamento personalizzato

Domande frequenti

Gli impianti nasali sono migliori di quelli zigomatici?

No. Sono una soluzione alternativa indicata in specifiche condizioni anatomiche. La scelta dipende sempre dal singolo paziente.

Permettono sempre di evitare gli innesti ossei?

Non sempre. In alcuni casi possono ridurre la necessità di procedure rigenerative estese, ma ogni trattamento deve essere pianificato individualmente.

Sono meno invasivi?

Nei pazienti in cui sono indicati, gli impianti nasali possono consentire una chirurgia meno estesa rispetto agli impianti zigomatici. Tuttavia, la scelta della tecnica deve basarsi esclusivamente sulla valutazione clinica e radiologica.


📚 Bibliografia essenziale

  1. Aparicio C. The ZAGA Concept and Advanced Implant Techniques for the Atrophic Maxilla.
  2. Jensen OT, Adams MW. Transnasal Implant Placement in the Severely Atrophic Maxilla.
  3. Bedrossian E. Rehabilitation of the Atrophic Maxilla with Advanced Implant Techniques.
  4. European Association for Osseointegration (EAO). Consensus statements on the management of the severely atrophic maxilla.
  5. ITI Treatment Guide – Management of the Atrophic Maxilla.

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